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Amazzone sotto, cosa cè di più emozionante che frustare una bella amazzone e che lei stessa abbassi i suoi attillati pantaloni beige, cali le mutandine, si metta in posizione giusta con le natiche in fuori. Profumo di paglia, caldo che entra dalla porta semi socchiusa, tanto fuori non cè nessuno, i cavalli a nitrire, ogni tanto e scalpitare. Il frustino che si abbatte 10, 20, 50 volte sulle natiche segnandole, con calma, tanto cè tutto il tempo che si vuole. Le giornate destate sono calde, ma anche tanto lunghe. Nessun urlo, nessun pianto. Solo il sibilo del frustino e il rumore del suo impatto con le natiche sode. Una vera amazzone sa soffrire in silenzio, con dignità. Più i colpi cadono sulle immacolate natiche più lei sente dentro continua. "Sei una troia e questo ti fa guadagnare punti.". Il suono del telefono colpì Vanessa all'improvviso.

Allacciandosi l'accappatoio in tutta fretta si mosse velocemente per rispondere: Pronto? Buongiorno, cerco la signorina Vanessa rispose una voce maschile, con una tonalità calda e tranquilla. Sono io, dica pure sono dell'agenzia Marconi. Vanessa si sentì il cuore balzare in gola, era l'agenzia di modelle più famosa d'Italia, quasi per scherzo sua cugina l'aveva convinta a mandare due foto è ancora lì? Sì, bene, dicevo che abbiamo ricevuto il suo materiale, e che pensavamo di fissarle un incontro per vedere se corrisponde alle richieste che abbiamo, sa non è facile dare giudizi solo guardando due fotografie. Un'altra volta la ragazza sentì il cuore salirle in gola. Per me va benissimo, quando? Pensavamo martedì prossimo alle ore 18:00 nella nostra sede di Milano, va bene? Benissimo, la ringrazio, grazie a lei, arrivederci, vanessa sentì il "clic" del ricevitore che veniva abbassato, ma rimase per qualche secondo con la cornetta appoggiata all'orecchio, incapace di muoversi, il suo sogno forse si stava realizzando, forse sarebbe riuscita ad andarsene da quella casa.

Vanessa aveva 19 anni, aveva appena finito il liceo scientifico e stava aspettando di iscriversi all'università. Ma la sua vita non era mai stata completamente felice, suo padre aveva abbandonato la madre quando lei aveva 6 anni, lasciando lei e il suo fratello di tre anni più vecchio quasi completamente soli. Infatti sua madre era quasi sempre assente da casa, e ad appena 12 anni Vanessa aveva capito perch?, la madre era una prostituta, lavorava in proprio, ma era sempre una prostituta, aveva smesso per qualche anno quando aveva creduto. In un paesino dell'Emilia come quello in cui abitava Vanessa la malignit? delle voci era una maledizione da cui era difficile liberarsi, cos? crebbe come "la figlia della battona e le battute la seguivano sempre, quando aveva soli. In realtà Carlo le aveva chiesto se desiderava che lui rimanesse, ma lei aveva detto che almeno lui doveva andarsene da quel posto, così era rimasta sola con la madre, che ultimamente aveva anche incominciato a bere. Le voci crescevano, ma cresceva anche il suo corpo e la sua bellezza, poco dopo che Carlo se ne fu andato, venne iniziata al sesso da un amico del fratello, il sesso cominci? ad attrarla prepotentemente, probabilmente c'era. Fortunatamente fu sempre seguita dall'amore della zia, la sorella di sua madre, che si occupava di lei, e dall'amicizia con Federica, sua cugina e sua coetanea, l'unica ad esserle sinceramente amica. Crescendo era diventata veramente bella, e le altre ragazze del paese erano terribilmente gelose, era alta quasi un metro e ottanta, i suoi capelli ondulati castano rossicci facevano risaltare il verde profondo dei suoi occhi, un loro sguardo. La sua pelle leggermente scura si associava perfettamente al colore dei capelli, contribuendo a fare risaltare maggiormente il verde degli occhi ed il rosso delle labbra.

I suoi seni, una quarta misura alta e soda, erano al centro dei sogni dei ragazzi del paese, assieme al suo sedere perfetto che faceva da "antipasto" a due gambe slanciate che facevano girare tutti ogni volta che Vanessa indossava una gonna corta. Nonostante fosse cosciente della propria bellezza, quando Federica le aveva proposto di mandare le sue foto all'agenzia Marconi, le aveva quasi riso in faccia. Fede, non potrei mai fare la modella, quelle lì sono tutte degli scheletri, ed io guarda che tette mi ritrovo. Sei meno intelligente di quanto credessi, Vane, non mi sembra assolutamente vero quello che dici, comunque, se vuoi negarti questa occasione per andartene da qui, per quanto flebile sia la speranza, fai pure. In realtà Vanessa avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di andarsene da quel posto, quindi diede retta alla cugina e mandò le sue foto, disperando di avere risposta.

Quando si era rassegnata a non ricevere più risposta era però arrivata la telefonata che l'aveva così stupita. Quella sera attese con ansia che la madre tornasse da uno dei suoi appuntamenti, poi le disse quali erano le sue intenzioni, la donna prima cerc? di dissuaderla, poi acconsent? a darle i soldi per pagarsi il viaggio e l'albergo. La sera prima di partire Vanessa si fermò dal suo ragazzo, passando tutta la notte a scopare e donandogli anche il suo culetto, che gli aveva concesso solo pochissime volte. Vanessa aveva deciso di partire il giorno prima dell'appuntamento, in modo da arrivare riposata e poter così visitare Milano, dove non era mai stata. Salì sul treno con la valigia in cui aveva messo i suoi vestiti più belli e, dopo avere trovato un posto, si mise a leggere il libro di Coelho che aveva iniziato da qualche giorno.

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